Qual’è l’alternativa alla SIAE per proteggere i diritti d’autore?

copyzero

Premetto subito che chi vi scrive è regolarmente iscritto alla Siae come autore e compositore. Allora perché vi chiederete, cercare di liberarsi dalla Siae?

Il motivo è semplice, mettiamoci per un attimo al posto di un giovane compositore emergente che vuole presentare un proprio brano. Un giovane che vuole provare a farsi ascoltare in pubblico senza rischiare di perdere la paternità della propria opera.

Il nostro amico dovrebbe quindi iscriversi alla Siae e spendere intanto 220 euro di iscrizione, più oltre 100 euro all’anno per il rinnovo dell’iscrizione.

Inoltre dovrebbe, nel caso fosse un principiante, farsi trascrivere la partitura del brano da allegare per il deposito, e quindi rivolgersi a un professionista. Pertanto altre spese.

Deve poi aspettare il numero di posizione Siae e nel caso non fosse vicino a una sede autorizzata, l’arrivo per posta del deposito del brano, “vidimato” SIAE.

Moltissimi giovani rinunciano per questioni economiche ovviamente, e tengono i propri brani “nel cassetto”.

Teniamo anche presente che anche in caso di iscrizione alla SIAE e deposito del brano, i cosiddetti “giovani” non percepiranno denaro per esempio dai passaggi radiofonici di radio private. Questo denaro per ora spetta solo ai “grandi” (Baglioni , Venditti , Vasco etc etc).

Tratto da “NO SIAE, NO PARTY”:

Domanda: “Un nostro brano brano musicale che è stato iscritto alla SIAE è stato trasmesso e viene trasmesso su una radio privata di Reggio Emilia.Volevamo sapere quando e in che modo veniamo retribuiti per questa cosa e se verremo retribuiti”.

Risposta della funzionaria della SIAE:
“Per quanta riguarda le radio private, diciamo che le persone, gli iscritti diciamo “giovani” ancora non prendono soldi, non vengono ancora ripartiti i soldi…cioè vengono ripartiti i soldi a Claudio Baglioni a quelli “grandi” insomma”.

C’è anche da dire che la SIAE paga ogni sei mesi e, per ottenere un compenso che almeno copra le spese, si devono compilare moltissimi borderò ad esempio durante le serate dal vivo.

Quindi che fare? Come è possibile presentare la propria musica, le proprie opere, senza “svenarsi”? E come è possibile proteggere le proprie canzoni da eventuali plagi?

La soluzione ce la offre il sito “CopyZero”. Come vedrete nei video qui sotto, attraverso una marca da bollo digitale (che ha un valore giuridico) l’artista può tutelare la propria opera spendendo praticamente nulla.

Nessun bisogno di depositi e manoscritti farraginosi. È sufficiente inviare il materiale, anche interi album, in una cartella criptata e il sito “copyzero” ve la restituisce “bollata”.
Il valore di questa marca da bollo virtuale è di quattro anni. Poi, alla scadenza dei quattro anni, la si può rinnovare, ma in sede giuridica il suo valore è di 10 anni, anche se la marca da bollo è scaduta. (lo vedrai nel video)

E’ importante tenere presente che “CopyZero” NON sostituisce la SIAE nella ripartizione dei diritti dei brani.
Solo la SIAE ha il mandato per l’intermediazione finanziaria, incasso e ripartizione dei diritti d’autore.

Quindi torniamo al nostro giovane amico. Il nostro artista potrà, con “CopyZero” e a costi insignificanti, tutelare la sua opera mantenendone la paternità a livello legale, e solo in un secondo momento, se sarà necessario e quando converrà, potrà iscriversi alla SIAE.

QUANDO CONVERRA’ ISCRIVERSI ALLA SIAE?

Per esempio se la canzone del nostro giovane viene scelta per essere inserita in un disco di cui si dovranno stampare migliaia di copie. Oppure viene scelta per una pubblicità televisiva o per produzioni televisive. Oppure il nostro artista viene per così dire “lanciato” con un contratto discografico che prevede la stampa di migliaia di copie dei suoi brani. Oppure ancora il nostro giovane è molto prolifico e dispone di una grande quantità di brani e ha la possibilità di compilare o far compilare molti borderò. I borderò sono bollettini forniti dalla SIAE che si compilano durante le serate, i concerti, etc., etc. In questi bollettini o borderò si devono scrivere i nominativi dei compositori dei brani eseguiti durante la serata. Da questi borderò, in base all’incasso della serata, la Siae ripartisce i diritti d’autore. In tutti questi casi conviene iscriversi alla SIAE e depositare le proprie opere che saranno pubblicate perché ci sarà la garanzia di un ritorno economico.

Solo in questi casi allora l’investimento dell’iscrizione alla SIAE può avere un senso. Tale iscrizione può avvenire anche se i brani sono già stati depositati con “CopyZero”.

“CopyZero”, per non farci spendere del denaro, ci viene incontro con il suo servizio on-line:

www.copyzero.org
www.costozero.org

Guardate qui sotto i filmati, selezionati per voi da mcmmusica.com, per approfondire l’argomento dei depositi delle vostre opere che potete fare con “CopyZero”.

 

La Redazione di mcmmusica.com

 

CopyZero e Creative Commons: alternative alla SIAE (1/2)

 

CopyZero e Creative Commons: alternative alla SIAE (2/2)

 

NO SIAE NO PARTY

 

Quanto costa la Siae

6 Responses to Qual’è l’alternativa alla SIAE per proteggere i diritti d’autore?

  1. nicolas morassutto

    ma chi ci assicura che è sicuro ? e per vendere un eventuale album…dobbiamo avere i bollini siae?grazie!

  2. Sinodius

    Diciamo che io sia già iscritto alla SIAE: in questo caso ho una deposizione delle mie opere che prova che io ho scritto quel brano nel 2004. Se oggi non volessi mantenere il rapporto di associazione, come faccio a mantenere quella tutela? Qualcuno sa rispondermi?

  3. Cristiano

    Molto interessante, non conoscevo Copyzero. Un sincero ringraziamento a voi di mcmmusica per la preziosa informazione. Cordiali saluti!

  4. maurizio

    salve, vorrei sapere se l’azienda gestisce anche format televisivi
    grazie
    maurizio

  5. Si leggono ovunque post che parlano di Creative Commons come alternativa alla SIAE , diffondendo quella che – a ben vedere – e piu che altro una leggenda, frutto di un eccessiva semplificazione dei concetti in materia di diritti d autore.

  6. Mario

    Se la Siae cambierebbe il listino prezzi o l’obbligo dell’iscrizione per depositare un brano, sarebbe molto più facile per un’artista emergente depositare i propri brani. Quindi ben vengano le alternative.

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